Mi spiace lasciare in evidenza per così poco il link del giochino di virgola che vi segnalo nel post precedente per farsi due risate nei confronti di quell’insopportabile gattino delle suonerie per cellulari. Mi preme affrontare un tema che da tempo avevo intenzione di trattare nel blog ma a cui alla fine non mi sono più dedicato. Dopo anni di degrado, sofferenze, disagi comincio a sentire nominare le periferie delle grandi città. Le periferie hanno dei problemi. E meno male. Qualche giorno fa vedo Studio Aperto andare a Tor bella monaca, bel tentativo, peccato che la complessità e la varietà raccapricciante dei problemi e delle tragedie metropolitane non venga fuori. Non credo di star usando espressioni esasperanti o troppo colorite, sarà che girando per Roma mi sono accorto che avere un distributore di siringhe automatico vicino casa non e’ la normalità di tutti i quartieri. Sarà che abito in una terra di mezzo che separa la periferia, Ostia, dalla periferia della periferia, Ostia Nuova com’è chiamata, anche se ormai tanto nuova non lo è più. Potrei denunciare il traffico di droga sul litorale romano ma questa è una triste ovvietà, basta leggere la stampa locale per rendersi conto della portata del fenomeno droga, ci sono sequestri quasi giornalieri di sostanze di ogni genere. Quello che mi preme portare alla luce, se fossi capace di far strillare le parole lo farei, è una tremenda involuzione per certi versi, un disgregamento del tessuto sociale nelle periferie. Cerco di spiegarmi meglio. Gli episodi di violenza, soprattutto da parte dei ragazzi, sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni, sono tornate le pistole e i colpi sono stati sparati anche per motivi futili, vedi inquilino che scende a lamentarsi per il baccano per strada di notte e una pistolettata che parte. Tra i ragazzi si affermano antivalori di violenza, si vedono sempre di più branchi di giovanissimi dediti a vere e proprie azioni malavitose, dall’estorsione (bullismo è una parola troppo leggere, almeno qui) ai pestaggi, alla devastazione, cioè cassonetti incendiati, cabine telefoniche devastate, automobili devastate. Il tasso di analfabetismo, persone che leggono a stento per non capire cosa leggono, è incredibile, troppi ragazzi crescono con la prospettiva di un futuro nella malavita che trova humus fertile nel degrado metropolitano. Mi piacerebbe riuscire ad approfondire meglio la tematica malavitosa ma sono dinamiche estranee alla mia quotidianità e non posso fornire informazioni migliori. La realtà, per come la vedo, è che si è già creato un clima di paura dove si appoggia la prepotenza e la sopraffazione, nessuno ormai ha il coraggio di protestare davanti a quelle che sono vere e proprie umiliazioni quotidiane. Vedere deturpati i mezzi pubblici e aver paura di protestare (contro un 14enne) vuol dire subire un’umiliazione, dover sentire gli schiamazzi di branchi di ragazzi che si insultano a distanza senza esclusione di bestemmie vuol dire subire un’umiliazione, vedere ogni giorno alla stazione gli stessi soggetti ed esserne, giustamente, intimoriti vuol dire subire un’umiliazione, rinunciare ad essere tranquilli per strada ricordandosi che c’è gente che e’ stata picchiata per un parcheggio (o roba simile) davanti alla sua famiglia (moglie e figlio piccolo) e qualche altro che ancora non sa perché sia stato picchiato vuol dire subire un’umiliazione. NESSUNO sembra interessarsi di tutto questo, nessuno che si interroghi sui motivi e sulle cause di tanto degrado e forse gli spaccati di Pasolini sulle borgate non servono più, altre personalità del genere non si vedono all’orizzonte. Che si prenda consapevolezza di quello che succede, anche nelle stesse periferie; signori che abitate a monteverde o ai parioli, pensate che al mare c’è gente che afferma di abitare ai “Parioli di Ostia”, se state ridendo fate bene anche se in fondo non è gente molto diversa da quella dei quartieri bene, piena di soldi, libero giudizio e disprezzo su tutto e tutti, giardini pubblici al centro della vita sociale del quartiere, e magari bandiere arcobaleno, canne e scarpe da 250€ per sentirsi più vicini ai proletari: farebbe bene farsi di meno i cazzi propri e pensare meno a come papà vi sistemerà la vita.
Aiutiamoci ad alzare la voce, aiutiamoci ad alzare davvero la testa, aiutiamoci a riappropriarci della nostra città,aiutiamoci a capire cosa succede e come intervenire, aiutiamoci ad aiutare troppi ragazzi persi in partenza. Se pensate che queste poche righe siano vaghe, poco analitiche, probabilmente avete ragione, non so di preciso cosa stia avvenendo all’interno di questa fascia, l’ultima, della società, ma gli effetti che vedo sono terribili, ancora di più perché non ci si sta rendendo conto del drastico peggioramento della situazione.
Valerio.
1 commento:
valè ti posso di la verità,
io che ho vissuto sia dalla parte brutta,come te, in un palazzo al confine con uno dei peggiori posti,piazza Segantini,che ai miei tempi aveva un morto al giorno per omicidio od overdose,ed ora che abito al confine con un'altra parte,la parte bene,dove ci sono stati ben 6 pestaggi a persone che conosco,lepiu tranquille del mondo,in una sola settimana,e 5 incidenti mortali su strade che nemmeno puoi arrivare a 30 all'ora,questo mi fa pensare che forse l'orrore piu grande,lo schifo piu tremendo si trova a palocco,nei quartieri bene,dove non c'è il disagio come humus,non c'è povertà,ma ci sono soldi,quelli importanti fatti sulle zone di degrado,dove ci sono ragazzi che bestemmiano e fanno risse,si accoltellano( sabato sera in piazza vicino casa mia un'altra volta..) solo per sport,per imitare i mafiosi o i gangster,persone che hanno in tasca 200,300 euro ...ecco per non parlare delle "zecche" ragazzi che sembrano LeonCavallo ma hanno piu soldi del papa...come possono persone del genere anche solo pensare che magari ci sono ragazzi che non HANNO SOLDI PER RIUSCIRE MINIMAMENTE A PENSARE AD UN FUTURO DIVERSO DAL FURTO,SPACCIO O ALTRO..il problema secondo me si puo risolvere solamente quando passerà questa moda devastante..la moda del piu mafioso,del piu gangster...e con questo finisco che qualche rapper di mia conoscenza adesso si riggira nella tomba...i public enemy qui hanno 15 anni,sono bianchi,e non vogliono emancipare nessuno...
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