Sollevati Emanuele Filiberto e gli altri Savoia: le loro ricchezze sono salve.
lunedì 13 ottobre 2008
martedì 7 ottobre 2008
Ai bordi delle città...
Mi spiace lasciare in evidenza per così poco il link del giochino di virgola che vi segnalo nel post precedente per farsi due risate nei confronti di quell’insopportabile gattino delle suonerie per cellulari. Mi preme affrontare un tema che da tempo avevo intenzione di trattare nel blog ma a cui alla fine non mi sono più dedicato. Dopo anni di degrado, sofferenze, disagi comincio a sentire nominare le periferie delle grandi città. Le periferie hanno dei problemi. E meno male. Qualche giorno fa vedo Studio Aperto andare a Tor bella monaca, bel tentativo, peccato che la complessità e la varietà raccapricciante dei problemi e delle tragedie metropolitane non venga fuori. Non credo di star usando espressioni esasperanti o troppo colorite, sarà che girando per Roma mi sono accorto che avere un distributore di siringhe automatico vicino casa non e’ la normalità di tutti i quartieri. Sarà che abito in una terra di mezzo che separa la periferia, Ostia, dalla periferia della periferia, Ostia Nuova com’è chiamata, anche se ormai tanto nuova non lo è più. Potrei denunciare il traffico di droga sul litorale romano ma questa è una triste ovvietà, basta leggere la stampa locale per rendersi conto della portata del fenomeno droga, ci sono sequestri quasi giornalieri di sostanze di ogni genere. Quello che mi preme portare alla luce, se fossi capace di far strillare le parole lo farei, è una tremenda involuzione per certi versi, un disgregamento del tessuto sociale nelle periferie. Cerco di spiegarmi meglio. Gli episodi di violenza, soprattutto da parte dei ragazzi, sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni, sono tornate le pistole e i colpi sono stati sparati anche per motivi futili, vedi inquilino che scende a lamentarsi per il baccano per strada di notte e una pistolettata che parte. Tra i ragazzi si affermano antivalori di violenza, si vedono sempre di più branchi di giovanissimi dediti a vere e proprie azioni malavitose, dall’estorsione (bullismo è una parola troppo leggere, almeno qui) ai pestaggi, alla devastazione, cioè cassonetti incendiati, cabine telefoniche devastate, automobili devastate. Il tasso di analfabetismo, persone che leggono a stento per non capire cosa leggono, è incredibile, troppi ragazzi crescono con la prospettiva di un futuro nella malavita che trova humus fertile nel degrado metropolitano. Mi piacerebbe riuscire ad approfondire meglio la tematica malavitosa ma sono dinamiche estranee alla mia quotidianità e non posso fornire informazioni migliori. La realtà, per come la vedo, è che si è già creato un clima di paura dove si appoggia la prepotenza e la sopraffazione, nessuno ormai ha il coraggio di protestare davanti a quelle che sono vere e proprie umiliazioni quotidiane. Vedere deturpati i mezzi pubblici e aver paura di protestare (contro un 14enne) vuol dire subire un’umiliazione, dover sentire gli schiamazzi di branchi di ragazzi che si insultano a distanza senza esclusione di bestemmie vuol dire subire un’umiliazione, vedere ogni giorno alla stazione gli stessi soggetti ed esserne, giustamente, intimoriti vuol dire subire un’umiliazione, rinunciare ad essere tranquilli per strada ricordandosi che c’è gente che e’ stata picchiata per un parcheggio (o roba simile) davanti alla sua famiglia (moglie e figlio piccolo) e qualche altro che ancora non sa perché sia stato picchiato vuol dire subire un’umiliazione. NESSUNO sembra interessarsi di tutto questo, nessuno che si interroghi sui motivi e sulle cause di tanto degrado e forse gli spaccati di Pasolini sulle borgate non servono più, altre personalità del genere non si vedono all’orizzonte. Che si prenda consapevolezza di quello che succede, anche nelle stesse periferie; signori che abitate a monteverde o ai parioli, pensate che al mare c’è gente che afferma di abitare ai “Parioli di Ostia”, se state ridendo fate bene anche se in fondo non è gente molto diversa da quella dei quartieri bene, piena di soldi, libero giudizio e disprezzo su tutto e tutti, giardini pubblici al centro della vita sociale del quartiere, e magari bandiere arcobaleno, canne e scarpe da 250€ per sentirsi più vicini ai proletari: farebbe bene farsi di meno i cazzi propri e pensare meno a come papà vi sistemerà la vita.
Aiutiamoci ad alzare la voce, aiutiamoci ad alzare davvero la testa, aiutiamoci a riappropriarci della nostra città,aiutiamoci a capire cosa succede e come intervenire, aiutiamoci ad aiutare troppi ragazzi persi in partenza. Se pensate che queste poche righe siano vaghe, poco analitiche, probabilmente avete ragione, non so di preciso cosa stia avvenendo all’interno di questa fascia, l’ultima, della società, ma gli effetti che vedo sono terribili, ancora di più perché non ci si sta rendendo conto del drastico peggioramento della situazione.
Valerio.
lunedì 6 ottobre 2008
La caccia che ci piace...
Uccidi il gattino Virgola!!!
Ringraziamo i creatori, gli host e Lidia che me l'ha segnalato.
Attenzione: Questo non è un intervento ludico. E' un intervento che si vuole opporre a quelle schifezze di pubblicità che ci propinano in tv al solo fine di rubare soldi a persone facilmente condizionabili e/o condizionate. Sveglia!! Fa schifo!!!
sabato 4 ottobre 2008
De Venatione
ROMA - Doppiette senza freni. Si comincerà a sparare ad agosto, quando ancora il periodo della riproduzione non si è concluso, e si finirà a fine febbraio, colpendo i migratori protetti dall'Europa. Nel mirino finiranno peppole, fringuelli, corvi e cormorani, tutte specie tutelate dalla direttiva 409 di Bruxelles. E i cacciatori non saranno più vincolati al territorio di residenza, come è previsto dalla legge attuale per evitare una pressione squilibrata sul territorio e sulla fauna, ma per 15 - 30 giorni all'anno potranno concentrarsi a loro piacimento, magari nella zona di passaggio dei migratori.
E' questo il profilo della nuova legge sulla caccia proposta dal pdl: una controriforma organica che spazza via la legge quadro del 1992 (la 157) che per 16 anni ha garantito la mediazione tra la situazione precedente (una caccia ad alto impatto ambientale) e le richieste di un fronte abolizionista che molti sondaggi danno per maggioritario. Il testo, che nascerà dalla fusione di due disegni di legge convergenti (uno a firma del senatore Domenico Benedetti Valentini, l'altro dei senatori Valerio Carrara, Laura Bianconi e Franco Asciutti) sarà discusso nei prossimi giorni in Parlamento.
"Qualche parlamentare del Pdl pensa evidentemente che per la caccia sia giunto il momento della restaurazione, ma io penso che all'interno del centro destra siano in molti a considerare una sciocchezza la caccia senza regole", commenta Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in commissione Ambiente del Senato. "Se questi ddl passassero, l'Italia si ritroverebbe isolata dal contesto normativo europeo e si vanificherebbe il lavoro prezioso di dialogo, confronto, spesso di collaborazione tra mondo venatorio, comunità scientifica, ambientalisti, organizzazioni agricole che ha consentito di sottrarre il tema della caccia a una guerra di religione e di farne un buon esempio di politiche condivise e positive".
Ma le tensioni non riguardano solo il centrodestra. A dimostrare che la spinta alla deregulation sulla caccia non segue i confini degli schieramenti politici, c'è stata la sorpresa Liguria. Dopo la minaccia della Ue di una super multa per l'autorizzazione della caccia ai fringuelli, i consiglieri Pd hanno bissato votando a favore di una norma voluta dalla Lega per ridurre da 10 a 3 gli anni dopo i quali si può sparare nei boschi colpiti dagli incendi.
"Far saltare i paletti che regolano l'attività venatoria e consentono di rispettare le norme europee è una mossa che rischia di produrre danni all'ambiente e ritorcersi contro gli stessi cacciatori", nota il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza. "Il numero delle doppiette è in calo costante, mentre cresce il peso delle attività legate a un uso diverso del territorio. Per i cacciatori c'è un solo futuro possibile: stare alle regole europee e diminuire l'impatto ambientale della loro attività".
Solo per dire che la caccia è veramente una stronzata, che la si guardi da destra o da sinistra.
sabato 20 settembre 2008
Guerra d' indipendenza
DROGA: ALLARME PREVOLAB, IN AUMENTO CONSUMO EROINA FRA MINORENNI
Fonte: Adnkronos
Milano, 25 giugno 2007 - Occhio all'eroina, che sembra tornare in voga negli ambienti insospettabili di minorenni socialmente ben inseriti. Ma anche attenzione alla cannabis artigianale, che entra prepotentemente sul mercato italiano con un principio attivo innalzato. E al 'popper', inalante che sta conquistando fette di clientela sempre piu' vaste, anche fra gli studenti universitari. A lanciare l'allarme sulle nuove tendenze del mercato degli stupefacenti in Italia e' il bollettino intermedio di PrevoLab, l'osservatorio nato da un accordo di programma fra la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lombardia per tenere sotto controllo l'evoluzione dei fenomeni d'abuso. Un organismo gestito direttamente dal dipartimento Dipendenze patologiche dell'Asl Citta di Milano. Il rapporto semestrale, presentato oggi nel capoluogo lombardo, riassume e integra, con ulteriori dati raccolti durante il monitoraggio continuo, le previsioni rese note a dicembre scorso. E arriva, non a caso, alla vigilia della Giornata internazionale contro la droga, promossa dall'Onu. Sotto osservazione i nuovi dati disponibili sulla diffusione di alcune sostanze come l'eroina e i cannabinoidi in Italia, ma non solo. Nel bollettino semestrale trova spazio anche un accenno all'evoluzione del consumo di droghe che potrebbero influenzare i mercati futuri: il popper e gli altri inalanti, le sostanze 'etniche' e quelle sintetiche non inserite nella tabella ufficiale. ''Ci sono alcuni fenomeni sospetti - spiega Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze patologiche - che ci costringono a correggere le previsioni di inizio anno. Si tratta di campanelli d'allarme che non possiamo ignorare, perche' suggeriscono un'evoluzione in corso nel mercato della droga e ci possono aiutare a inquadrare in tempo i pericoli futuri''.
STIMATA CRESCITA DEL 15-16% SEQUESTRI E UTILIZZO DAL 2006 AL 2009
I ricercatori di PrevoLab stimano una crescita del 15-16% sia dei consumatori che dei sequestri di eroina in Italia tra il 2006 e il 2009. La decisione di concentrarsi sulla diffusione di questa sostanza e' frutto di alcune incongruenze emerse fra i rapporti giunti dai Sert italiani che riferendosi ai tossicodipendenti indicano una situazione di stabilita', e lo studio nazionale Ipsad (Italian population survey on alcol and drugs) che invece segnala un incremento sostanziale. ''Sembra si stiano creando due mercati paralleli'', spiega Gatti. ''Il primo rivolto al consumatore iniziale o al poliassuntore, cui corrisponderebbe la disponibilita' di sostanza con una percentuale bassa di principio attivo, e il secondo indirizzato a un consumatore abituale''. L'eroina sta tornando, dicono le previsioni. Soprattutto fra i giovani di eta' compresa fra i 15 ei 19 anni. Ragazzi socialmente ben inseriti, non tossicodipendenti relegati ai margini della societa'. A confermarlo sono sia alcune segnalazioni che arrivano da Asl e dipartimenti dipendenze della Lombardia, sia i dati sui sequestri di eroina in continuo aumento. ''Dalle elaborazioni sui dati della direzione centrale del servizio antidroga (Dcsa) emerge che i sequestri di eroina effettuati in Italia tra il 2000 e il 2005 sono piu' alti di quelli registrati negli anni di massimo allarme sociale, cioe' tra gli '80 e i '90'', avverte Gatti. ''L'eroina in circolazione sul mercato italiano - ribadisce Gatti - ha un basso principio attivo. E questo tipo di diffusione potrebbe essere frutto di una strategia per garantire la penetrazione di questa sostanza su un mercato sostanzialmente saturo e in cerca di stabilita'. Il target preso di mira sono i giovani che cominciano ad assumerla in questa forma leggera per poi scivolare verso la dipendenza''. I ricercatori di PrevoLab raccolgono dati da aree diverse: si va da interviste periodiche nei Pronto soccorso e nei Sert ai numeri sui traffici e le attitudini al consumo espresse dalla popolazione.
Una seconda tendenza ritenuta preoccupante dai ricercatori, e' quella osservata nel mercato dei cannabinoidi. Anche in Italia, sull'onda di quanto gia' successo in Gran Bretagna, sono in aumento i sequestri di sostanze con un alto principio attivo, tra il 18% e il 24%. ''Si tratta del giro della 'droga fai da te' - spiega Gatti - un settore in crescita. Lo stesso che in Inghilterra ha dato vita alla 'skunk', marijuana potenziata. Questo tipo di droga potrebbe diffondersi anche da noi. C'e' un mercato molto attivo, via internet e attraverso circuiti di negozi, che e' quello della vendita dei semi. La materia prima che potrebbe essere utilizzata per produrre cannabinoidi con principio attivo innalzato''. Da non sottovalutare e' il 'Popper', farmaco vasodilatatore che provoca euforia e stordimento, molto in voga fra i giovani. Una tendenza da approfondire, secondo Gatti. Soprattutto alla luce dei dati emersi da due studi recenti. ''Il primo e' quello condotto sugli utenti delle scuole guida milanesi dal dipartimento dipendenze patologiche dell'Asl Citta' di Milano, che colloca gli inalanti al secondo posto nella classifica delle droghe da abuso''. Un abuso consolidato, dal momento che il popper era la seconda sostanza piu' utilizzata nell'ultimo mese. Alle stesse conclusioni e' arrivata anche un'indagine sulla popolazione degli atenei milanesi. ''Si tratta - precisa Gatti - di consumi di nicchia che possono crescere indisturbati, dal momento che il livello di attenzione e' ancora basso''. Il rischio e' che adesso si sottovalutino questi segnali, fa notare l'esperto. ''Non vorrei che la giornata contro la droga indetta dall'Onu resti una commemorazione inutile. Per evitarlo e' necessario intervenire, per esempio sul mercato afgano, primo Paese produttore di oppio. A maggior ragione perche' l'Europa e' presente sul territorio con i suoi militari''. Auspicabile, conclude Gatti, sarebbe infine una legge europea sugli stupefacenti: ''Non bastano indicazioni generali. Ci vuole polso della situazione. Qualcuno si assuma la responsabilita' di coordinare strategie comuni di lotta alla droga''.
venerdì 8 agosto 2008
Tregua Olimpica
Non ce la facciamo proprio.
Georgia bombarda Ossezia del Sud:
"I morti potrebbero essere migliaia"