martedì 10 giugno 2008

Infibulazione e mutilazioni sessuali femminili

C'è un fenomeno al mondo che pochi conoscono, molti ignorano, moltissimi sopportano. Io personalmente non ero a conoscenza della proporzione drammatica dell'evento, perlomeno in paesi "civilizzati"...
In Egitto il 96% delle donne, musulmane o cristiane, subiscono mutilazioni sessuali, secondo uno studio condotto dall'ufficio governativo demografico nel 2005 su donne fra i 15 e i 49 anni.

L'infibulazione, nella sua variante "faraonica" o "sudanese", consiste nell'asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labra con cauterizzazione (operazione di bruciatura), cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale.
In Africa tale pratica, diffusa anche in altre forme altrettanto disumane, viene subita da bambine di varie età, neonate, bambine o adolescenti. Ogni anno 3 milioni di bambine, solo in Africa, vengono sottoposte a infibulazione.
Il motivo è prettamente culturale, e assolutamente non religioso. In alcun modo sul Corano o sulla Bibbia vengono menzionate o favorite mutilazioni sessuali femminili, sebbene sia diffusa quest'idea. Come spesso accade, sono l'ignoranza e la manipolazione delle masse a generare tradizioni a base religiosa che religiose non sono, e che nessuno avrà mai il coraggio di mettere in discussione... E che partiti conservatori e fondamentalisti difendono strenuemente negli organi legislativi di molti paesi.
Ma andiamo a spiegare quali sono per la donna le conseguenze di questa barbarie, e chiarire qualche altra causa di questa pratica. Innanzitutto c'è l'impossibilità di avere rapporti sessuali fino alla "defibulazione" (riapertura della vulva), compiuta dallo sposo prima del matrimonio. Ciò serve a preservare e presentare la verginità della donna, che diventa un prodotto da "piazzare" e trasformare in un mero oggetto di piacere per l'uomo che la "acquista". Infatti, tra gli altri effetti, per colei che subisce la mutilazione, c'è la perdita quasi totale del piacere sessuale, a causa della rimozione del clitoride; anzi, i rapporti provocano nella donna quasi esclusivamente dolore, per non parlare di eventuali infezioni che possono svilupparsi con facilità. A tutto ciò vanno aggiunte le difficoltà per un eventuale parto. Non è raro che a causa dell'infibulazione, praticata spesso in condizioni di scarsissima igiene, molte giovani donne, bambine addirittura, trovino la morte. E non stiamo parlando di Africa sub-sahariana! Parliamo di comunità civilizzate; accade costantemente anche qui in Italia, dove è reato, e viene praticato clandestinamente in moltissimi insediamenti di immigrati.

C'è una forte sensibilizzazione su questo tema da qualche tempo, anche grazie a associazioni che si battono per l'emancipazione delle donne e al coinvolgimento di personaggi come Emma Bonino. E' di oggi la notizia che il Parlamento egiziano ha approvato una legge che punisce l'ablazione totale o parziale degli organi genitali esterni femminili... A meno di "necessità medica". Una bella scappatoia per chi volesse comunque praticarla, ma diciamo comunque che si tratta di una mezza vittoria.

Mi rendo conto che si tratta di argomenti crudi, che talvolta anche inconsciamente tendiamo ad ignorare... Nel mio piccolo, ho voluto aprire una finestra per chi non conosceva tale orrore, o semplicemente non ne comprendeva le proporzioni.

Alessio

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