Ciò su cui volevo soffermarmi, è la reazione che c'è stata, e a tal proposito racconterò cos'è avvenuto oggi da noi a Matematica. Premessa: sono 2 giorni che tra megafoni, musica, discorsi da "idolo delle folle" che arrivano dalla facoltà di Lettere, non si riesce a fare lezione decentemente nelle aule più vicine all'entrata del nostro dipartimento. Insomma, oggi, durante una pausa tra le lezioni, il capannello di gente in fila al distributore ha visto la sua attenzione catturata da 3 figuri, che hanno iniziato ad "ammaestrare le genti". L'esordio è stato contro "quei pezzi di merda dei fascisti", ecc... Poi hanno cominciato a spiegare i motivi della loro protesta, e ci hanno invitato ad andare al corteo a Lettere. Il motto è stato che chi non era interessato e non si schierava insieme a loro, era automaticamente contro di loro. Che non dovevamo "far finta di niente e voltare le spalle". Ammesso e non concesso che ciò fosse vero (in ogni caso libera opinione loro), ciò che mi ha sconcertato è stato il modo, il tono, lo stile che NON hanno avuto. Hanno propugnato un'iniziativa, a loro dire "pacifica, contro la violenza", ma il loro atteggiamento è stato aggressivo e arrogante; violento, se vogliamo. Puoi anche avere il messaggio più pacifico del mondo, ma non funziona se lo proponi con violenza. Se Gandhi avesse preso a parolacce gli altri, o avesse "costretto" la gente a seguirlo, non sarebbe stato ciò che è stato. E dico Gandhi perché è il primo che mi è venuto in mente.
"We need to be the change we wish to see in the world", ha detto Gandhi. E come funziona, questa frase, per far capire cosa veramente vogliamo. Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Altrimenti, tutte le parole che ci mettiamo in bocca, sono fuffa.
Alessio
1 commento:
Come al solito questi personaggi non si distinguono per coerenza, d'altronde rispecchia la fragilità delle loro idee fondate su pilasti vitrei di ideologie edulcolorate se non annacquate, senza sapore se non quello della banalità e talvolta dell'ignoranza. I loro modi di comunicazione sono però effettivamente violenti, resi tali non solo dai toni che usano ma anche dal fatto che quando proclamano al popolo non lo fanno mai da soli, in modo da poter attaccare in coro chiunque voglia obbiettare e comunque da intimidire il pubblico. Sembra vedere i racconti che ci fanno degli anni '70, speriamo quel clima non ritorni.
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