mercoledì 18 giugno 2008

Il faceto pallonaro

Scendiamo terribilmente di livello rispetto all'intervento precedente, ma credo che questo sia una delle cose più divertenti che abbia mai letto. Direttamente da www.mondopallone.net:

La Sghimberlo-Cronaca diretta di Italia-Francia

0′ - Inni nazionali cantati con l’aiuto di un improbabile schermo da karaoke allo stadio svizzero, andiamo a leggere le parole di Fratelli D’Italia e scopriamo che la grammatica di Aldo Biscardi è da Accademia della Crusca. Però siamo onesti: la cioccolata la sanno fare.

1′ - Dal primo tocco della prima palla della partita Bagni ha già capito per filo e per segno tutte le tattiche di Domenech, Napoleone Bonaparte e Giovanna d’Arco.

2′ - Speriamo di segnare subito il gol che ci annulleranno, così poi sarà tutta discesa.

3′ - La regia indugia spesso e volentieri su raccapriccianti primi piani di Frank Ribéry. Dev’esserci Quentin Tarantino in sala comandi.

4′ - Un pagliaccio di nome Luca Toni divora un gol fatto a tu per tu con Cabriolet. Non crediamo che sia già stata inventata la bestemmia adatta per descrivere questa azione.

5′ - La mossa di Zambrotta di trombare con settantasei pornostar dieci minuti prima di ogni partita non sembra stia dando frutti interessanti. Quantomeno per la sua squadra.

7′ - Ribéry a terra dolorante, ma nessun massaggiatore francese ha il coraggio di toccarlo. Paris interviene: “il suo volto sembra una maschera di dolore”. Qualcuno gli spiega subito dopo che quello è il ginocchio.

9′ - Esce Ribéry che è troppo brutto per poter giocare. Entra Nasri. Bagni dimostra subito di conoscere molto bene il nuovo entrato: “Questo giocatore ha due piedi, per cui è molto pericoloso”.

11′ - Civoli: “In quanto a calci d’angolo battuti siamo in testa a tutte le classifiche”. Non ci sentivamo così orgogliosi dai tempi di Ettore Fieramosca.

13′ - Panucci tenta il bis, Cabriolet non effettua una parata da nove anni, ma ci pensa Makelele sulla linea di porta. In quanto a buona sorte siamo una via di mezzo fra Pollyanna e Paperino.

15′ - De Rossi ha già percorso setteacentodiciannove chilometri e toccato più palle che Jessica Rizzo nell’intera carriera. Un cammello down avrebbe più intuito di questo Donadoni.

18′ - Evra si aggiusta una I in mezzo al cognome e tenta di rendere eunuco il nostro Cassano. Giallo per lui.

19′ - Cassano ed Evra continuano a beccarsi. Chissà in che lingua, visto che entrambi non sanno né il francese né l’italiano.

22′ - Perrotta non centra uno stop da quando la Fiat Regata era una macchina di lusso.

24′ - Rigore ed espulsione contro la francia. Nettissimo. Succede anche questo quando ad arbitrarci è un arbitro e non un metalmeccanico pelato di cinquantasei anni.

25′ - De Rossi si rifiuta di tirarlo perché Coupet è troppo scarso. Ci pensa Pirlo che non sbaglia, ma l’arbitro aveva già fischiato la rete prima che il numero 21 italiano avesse preso la rincorsa.

28′ - Siluro terra-aria di De Rossi che uccide settantasei tifosi in curva. Adesso sembriamo una squadra di pallone.

29′ - Super-rovesciata di Toni che salta fra sette hula-hop infuocati con dodici chili di mortaretti infilati nelle gengive, palla fuori di poco. Un minuto dopo l’attaccante del Bayern torna sui suoi standard ciccando una palla che avrebbe messo in rete anche Suor Germana.

30′ - Toni è ufficialmente il quarto difensore della Francia.

31′ - Perrotta e Zambrotta, un’associazione a delinquere in versi. Ma prima o poi ne azzeccheranno una, non disperiamo.

33′ - Primo cross di Grosso, che nella partita contro la Romania era stato ribattezzato “Crosso”. Palla che finisce a fare compagnia a quella di De Rossi di qualche minuto prima. Da qualche parte nella Ruhr c’è un bambino felice, con due palloni nuovi di zecca.

34′ - Diagonale a fil di palo di Henry, mentre i difensori si facevano un cicchetto all’Autogrill di Arese. Intanto a Berna Robben da solo senza portiere mette fuori di sette metri. Non sarà un biscotto, sarà una sachertorte da 25 metri quadrati.

39′ - Varriale: “Urlaccio di Donadoni nei confronti di Gattuso”. Gli stava solo comunicando che non deve scodinzolare troppo forte perché leva la visuale a Pirlo.

40′ - Cassano continua imperterrito a comportarsi come un Testimone di Geova durante questi Europei. Adesso ha chiesto scusa a Toulalan per la disfatta dei Franchi ad Agincourt.

43′ - De Rossi salta in dribbling seicentosei birilli col galletto, prima di venire steso con una cerbottana di curaro. Eh, quando l’allenatore ci sa fare…

44′ - Grosso coglie un palo clamoroso. Jessica Rizzo surclassata per la seconda volta in venti minuti. Il replay ci dà due illuminazioni: la prima è che Coupet ha deviato il pallone, compiendo la prima parata del suo Europeo. La seconda racconta clamorosamente del fatto che Domenech sia riuscito nell’impensabile impresa di trovare un portiere più brutto di Barthez.

45′ - Ammonito Pirlo. Salterà Romania-Spagna.

48′ - Gioco fermato perché Evra si stava allacciando le caviglie. Dall’altra parte Perrotta muore in area francese e l’arbitro infierisce con calci e pugni, finendolo. Venti secondi dopo Chiellini ammonito perché ha colpito il pallone troppo forte. Abete in UEFA conta come i carrarmatini del Risiko a Monopoli.

INTERVALLO

46′ - Fallaccio di Govou su Cassano. Francese (si fa per dire) ammonito mentre Antonio si rammarica per aver applicato dell’attrito sui suoi tacchetti con la propria caviglia.

50′ - Henry cicca e Benzema conclude due metri alto. E’ destino che gli azzurri siano lassativi, in un modo o nell’altro.

52′ - L’urlo disumano della curva ci illude invano. Non succede niente a Berna. Il grido era dovuto al fatto che Jessica Rizzo ha promesso di riagguantare i record.

54′ - Ennesima cretinata di Toni. Non credevamo di poter rimpiangere uno come Borriello… Intanto Ringhio si fa ammonire: anche lui è diffidato, un’eventuale prossima partita la giocheremmo con Amelia in cabina di regia.

56′ - L’urlo fu profetico. Sneijder porta in vantaggio i Tulipani a Berna. La panchina italiana viene avvertita dai giornalisti RAI tramite un passaparola stile “telefono senza fili”. La notizia arriva così un po’ ingigantita all’ultimo dei massaggiatori, che sta ancora esultando per la tripletta di Van Basten, magicamente rientrato col numero 12.

59′ - I giocatori azzurri, da qualche minuto, sembrano i Centocelle Dream Men. Donadoni ha appena vomitato la milza e sta tentando di ingoiare il quarto uomo.

61′ - Gran lancio per Toni, che non aggancerebbe nemmeno col motorino. Se Zenone di Elea fosse ancora vivo sarebbe famoso col paradosso di Achille e Luca.

63′ - De Rossi calcia a rete una punizione sfruttando una deviazione. Rinnoviamo i nostri complimenti al coach, De Rossi è proprio scarso.

64′ - Dentro Camoranesi per Perrotta. Ora lo scacchiere italiano è chiaro più o meno come il terzo messaggio di Fatima.

66′ - Toni perderebbe nei cento metri piani contro Alex Zanardi. O Donadoni lo cambia o gli dà un monopattino.

70′ - Il povero Domenech sembra Noè mentre conta i mamba.

71′ - Civoli come Bramieri: “Grosso chiede il movimento di Toni”.

72′ - Toni affondato da un duro tackle di Boumsong. Purtroppo, però, si sta rialzando.

74′ - Buffon sposta un pallone dall’angolino e lo butta miracolosamente in angolo. Se volesse, potrebbe trasformare con nonchalance una Fiat Panda in una Seat Marbella.

76′ - Gallas uccide Camoranesi e l’arbitro intima all’argentino di rialzarsi. Se a dirigere la gara fosse Edwige Fenech almeno potremmo cacciare fuori la lingua…

78′ - Ora è torello. Non l’arbitro, eh: il gioco azzurro.

79′ - Strane pretese dell’ “arbitro” Michel che si rivolge a Buffon ordinandogli di non fare più figli per nessuna ragione.

83′ - Toni e Gallas si giurano eterno amore nell’area biancorossoblù. Fischia Michel, che adora gli horror: da quando sono usciti Abidal e Ribéry non è più lo stesso.

86′ - Raddoppio dell’Olanda. Non ci avremmo creduto nemmeno se fosse apparso San Francesco al posto del Monoscopio RAI.

89′ - La panchina italiana si abbandona a combattimenti clandestini fra riserve. Da un paio d’anni i galli non vanno più tanto di moda…

93′ - Finite entrambe le partite. Parentesi seria per lo sghimberlo di quest’oggi, un po’ vittima della terribile tensione (ce ne scusiamo). Van Basten e la sua Olanda meritano davvero di vincere l’Europeo. Chapeau collettivo.

94′ - L’Italia batte la Francia e si qualifica ai quarti grazie alle prestazioni megagalattiche di Grosso, De Rossi e Cassano. Se andate a dare un’occhiata alla formazione azzurra contro l’Olanda capirete per quale ragione a Donadoni viene accreditato l’intuito di un termosifone. Spento.

Gaetano Allegra


Che aggiungere se non... LOL XD

Alessio

martedì 10 giugno 2008

Infibulazione e mutilazioni sessuali femminili

C'è un fenomeno al mondo che pochi conoscono, molti ignorano, moltissimi sopportano. Io personalmente non ero a conoscenza della proporzione drammatica dell'evento, perlomeno in paesi "civilizzati"...
In Egitto il 96% delle donne, musulmane o cristiane, subiscono mutilazioni sessuali, secondo uno studio condotto dall'ufficio governativo demografico nel 2005 su donne fra i 15 e i 49 anni.

L'infibulazione, nella sua variante "faraonica" o "sudanese", consiste nell'asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labra con cauterizzazione (operazione di bruciatura), cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale.
In Africa tale pratica, diffusa anche in altre forme altrettanto disumane, viene subita da bambine di varie età, neonate, bambine o adolescenti. Ogni anno 3 milioni di bambine, solo in Africa, vengono sottoposte a infibulazione.
Il motivo è prettamente culturale, e assolutamente non religioso. In alcun modo sul Corano o sulla Bibbia vengono menzionate o favorite mutilazioni sessuali femminili, sebbene sia diffusa quest'idea. Come spesso accade, sono l'ignoranza e la manipolazione delle masse a generare tradizioni a base religiosa che religiose non sono, e che nessuno avrà mai il coraggio di mettere in discussione... E che partiti conservatori e fondamentalisti difendono strenuemente negli organi legislativi di molti paesi.
Ma andiamo a spiegare quali sono per la donna le conseguenze di questa barbarie, e chiarire qualche altra causa di questa pratica. Innanzitutto c'è l'impossibilità di avere rapporti sessuali fino alla "defibulazione" (riapertura della vulva), compiuta dallo sposo prima del matrimonio. Ciò serve a preservare e presentare la verginità della donna, che diventa un prodotto da "piazzare" e trasformare in un mero oggetto di piacere per l'uomo che la "acquista". Infatti, tra gli altri effetti, per colei che subisce la mutilazione, c'è la perdita quasi totale del piacere sessuale, a causa della rimozione del clitoride; anzi, i rapporti provocano nella donna quasi esclusivamente dolore, per non parlare di eventuali infezioni che possono svilupparsi con facilità. A tutto ciò vanno aggiunte le difficoltà per un eventuale parto. Non è raro che a causa dell'infibulazione, praticata spesso in condizioni di scarsissima igiene, molte giovani donne, bambine addirittura, trovino la morte. E non stiamo parlando di Africa sub-sahariana! Parliamo di comunità civilizzate; accade costantemente anche qui in Italia, dove è reato, e viene praticato clandestinamente in moltissimi insediamenti di immigrati.

C'è una forte sensibilizzazione su questo tema da qualche tempo, anche grazie a associazioni che si battono per l'emancipazione delle donne e al coinvolgimento di personaggi come Emma Bonino. E' di oggi la notizia che il Parlamento egiziano ha approvato una legge che punisce l'ablazione totale o parziale degli organi genitali esterni femminili... A meno di "necessità medica". Una bella scappatoia per chi volesse comunque praticarla, ma diciamo comunque che si tratta di una mezza vittoria.

Mi rendo conto che si tratta di argomenti crudi, che talvolta anche inconsciamente tendiamo ad ignorare... Nel mio piccolo, ho voluto aprire una finestra per chi non conosceva tale orrore, o semplicemente non ne comprendeva le proporzioni.

Alessio

giovedì 29 maggio 2008

Qual è la violenza?

Saprete bene tutti cosa sta accadendo questi giorni all'università la Sapienza di Roma... Io, Luca e Emanuele ci siamo quasi trovati in mezzo al rissone dell'altro giorno, perché eravamo a mensa lì a via De Lollis, ma questo poco importa, così come poco importano le motivazioni e la dinamica dell'aggressione o presunta tale.

Ciò su cui volevo soffermarmi, è la reazione che c'è stata, e a tal proposito racconterò cos'è avvenuto oggi da noi a Matematica. Premessa: sono 2 giorni che tra megafoni, musica, discorsi da "idolo delle folle" che arrivano dalla facoltà di Lettere, non si riesce a fare lezione decentemente nelle aule più vicine all'entrata del nostro dipartimento. Insomma, oggi, durante una pausa tra le lezioni, il capannello di gente in fila al distributore ha visto la sua attenzione catturata da 3 figuri, che hanno iniziato ad "ammaestrare le genti". L'esordio è stato contro "quei pezzi di merda dei fascisti", ecc... Poi hanno cominciato a spiegare i motivi della loro protesta, e ci hanno invitato ad andare al corteo a Lettere. Il motto è stato che chi non era interessato e non si schierava insieme a loro, era automaticamente contro di loro. Che non dovevamo "far finta di niente e voltare le spalle". Ammesso e non concesso che ciò fosse vero (in ogni caso libera opinione loro), ciò che mi ha sconcertato è stato il modo, il tono, lo stile che NON hanno avuto. Hanno propugnato un'iniziativa, a loro dire "pacifica, contro la violenza", ma il loro atteggiamento è stato aggressivo e arrogante; violento, se vogliamo. Puoi anche avere il messaggio più pacifico del mondo, ma non funziona se lo proponi con violenza. Se Gandhi avesse preso a parolacce gli altri, o avesse "costretto" la gente a seguirlo, non sarebbe stato ciò che è stato. E dico Gandhi perché è il primo che mi è venuto in mente.

"We need to be the change we wish to see in the world", ha detto Gandhi. E come funziona, questa frase, per far capire cosa veramente vogliamo. Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Altrimenti, tutte le parole che ci mettiamo in bocca, sono fuffa.

Alessio

domenica 11 maggio 2008

Indignazione?

Leggo oggi di tutto il mondo politico italiano indignato dai commenti di Travaglio su Schifani a "Che tempo che fa" di ieri. (qui il link a RepubblicaTV, qui sotto uno spezzone + ampio da YouTube.)



Francamente, tutto questo vespaio mi sembra ridicolo. Travaglio ha usato le parole giuste... Ogni cosa ha un nome per essere definita. Ad esempio: collusione mafiosa.
Cito da wikipedia:

Le collusioni tra la politica e la mafia sono quei rapporti che organizzazioni criminali, soprattutto Cosa Nostra, hanno intrattenuto o intrattengono con esponenti politici, in particolare con lo scopo di mantenere intatto o accrescere il proprio potere e controllare quello statale.

Chi deve essere indignato, noi o loro?
Non aggiungo altro.

Alessio

sabato 10 maggio 2008

Vecchi fantasmi

Mentre aiutavo un ragazzo che si prepara alla maturità a stendere la sua tesina, di italiano porta Primo Levi, lui si ferma e fa "Ma come diavolo gli è venuto a sta gente di massacra' così tante persone? Ma tutti matti...bho...ho capito uno e' un cojone ma je vanno tutti dietro...", insomma il solito stupore e sgomento di chi si avvicina all'orrore descritto in quelle pagine di letteratura del novecento. Si il solito stupore, ma le domande, quelle più semplici, immediate, qualcuno dirà pure banali, credo siano quelle che richiedono le risposte più impegnative e difficili perchè vanno dritte al nocciolo della questione. Allora ti metti a pensare che in effetti il suolo tedesco è stato solcato da menti tra le più rivoluzionarie, che hanno cambiato la storia del pensiero mondiale, Kant, Hegel, Marx, Schopenhauer, artisti immensi in ogni campo, dalla musica all'arte l'elenco è smisurato: e cazzo come è possibile che l'avanguardia mondiale, quella società che ha partorito la modernità abbia dato luce alla più grande tragedia di tutti i secoli? Sinceramente non credo di
essere all'altezza di questa domanda alla quale persone molto più preparate e competenti di me non hanno dato risposte esaustive.
Ciò che mi pare evidente, però, è che le conquiste intellettuali di cui tanto si lustra la civiltà occidentale non siano poi tanto tali, e con questo non sto mettendo in discussione la bontà dei principi e del pensiero, ma il fatto che questi siano diventati effettivamente patrimonio della società. Per chiarire meglio la mia posizione, alla stessa maniera di progressi scientifici che pur avendo ormai più di un secolo stentano ad essere assimilati, non solo dalle masse ma anche da soggetti che dovrebbero essere meno ingenui a riguardo, pensiamo alla relatività o alla quantistica che sono nate nei primi anni del novecento e non vengono nemmeno menzionate in un liceo scientifico, così i grandi principi di libertà, democrazia, uguaglianza non sono realmente patriomonio comune. Questa affermazione è fatta alla luce di molti atteggiamenti e riflessioni che possiamo notare nella quotidianità, anche nella nostra: quante volte abbiamo sentito "ci vorrebbe qualche hanno di dittatura", magari invocato come rimedio alla criminalità e ai mille problemi del paese, oppure "io non sono razzista, però gli zingari...", come anche il più tollerante di tutti che dice "io rispetto tutti, basta che quel frocio non me se avvicina...". Ho l'impressione che soprattutto in passato non si sia dato sfogo verbale a intolleranze o radicalismi solo perchè formalmente non si voleva essere accusati di razzismo o altro ma che in realtà questa mansuetudine e controllo non fosse accompagnata da una consapevolezza e convinzione nei valori formalmente professati. D'altronde anche quelle persone così pronte ad accusare il primo favorevole alla pena di morte o il primo razzista gli passasse davanti, in modo da sentirsi bravi cittadini e persone migliori, non hanno mai avuto grandi argomenti a supporto delle loro tesi e ciò mi fa pensare che anche loro abbiano imparato una poesia a memoria senza mai aver riflettutto troppo. Ho usato il passato perchè è cosa assai evidente che negli ultimi tempi il pudore che frenava la bocca di molti si è dissolto dando sfogo a preoccupanti fenomeni di razzismo, adesione a ideali neo-fascisti che troppo spesso vengono sminuiti e giustificati ma che, tengo a precisare, non assocerei in maniera troppo forte a un colore politico, facendo cadere così il ragionamento in una banale diatriba che opprime la discusione da anni e che vede vecchi nostalgici scontrarsi su tematiche vuote e noiose; credo che la nostra giovanile presunzione possa a volte essere utile a liberarci da queste inconcludenti litanie.
Perchè anche uno zingaro non fa schifo? Perchè nonostante tutto la libertà è un bene prezioso? Perchè non è giusto ammazzare nemmeno un assasino?
Queste semplici domande hanno bisogno di risposte ponderate e mai definitive, di una continua riflessione, di uno spirito critico che ci porti a una maggiore consapevolezza dei valori in cui crediamo anche per poterli adeguatamente sostenere in periodi bui come sembra essere quello che stiamo vivendo. Credo sia un modo molto privato di partecipazione e impegno civile, credo che l'esercizio del pensiero sia un modo per contribuire a migliorare il mondo.
E' con questo invito a sviluppare il proprio spirito critico, a porsi sempre molte domande, a non accontentarsi mai fino in fondo delle risposte, a mettere in discussione anche e soprattutto se stessi, a non pensare di aver raggiunto una risposta definitiva, perfetta, inattaccabile e sempre vera che scrivo il primo intervento su questo nuovo blog, Parzialmente nuvoloso, sul quale spero molti abbiamo il piacere di leggere e lasciare commenti.
Ringrazio Alessio che ha aperto questo blog e con il quale collaboro alla stesura delo stesso.

Valerio.